Il 29 giugno 2026 è stata pubblicata la nuova Edizione 3.0 della norma IEC 60079-10-2:2026 – "Explosive atmospheres – Part 10-2: Classification of areas – Explosive dust atmospheres", il documento tecnico internazionale di riferimento per la classificazione delle aree a rischio di esplosione da polveri combustibili. La nuova edizione sostituisce la precedente e rappresenta un aggiornamento rilevante per tutte le imprese che gestiscono impianti, linee di produzione o depositi in cui sono presenti polveri combustibili.
Ambito di applicazione
La norma è dedicata all'identificazione e alla classificazione delle aree in cui possono essere presenti atmosfere esplosive da polveri e strati di polvere combustibile, al fine di consentire una corretta valutazione delle possibili sorgenti di innesco. Il documento tratta separatamente questi due aspetti:
- nella Clausola 4 viene descritta la classificazione delle aree in relazione alle nubi di polvere esplosiva, considerando gli strati di polvere come una delle possibili sorgenti di rilascio;
- nella Clausola 7 sono riportate le considerazioni generali relative agli strati di polvere combustibile.
Gli esempi contenuti nel documento presuppongono l'adozione, presso lo stabilimento, di un sistema di housekeeping efficace, volto a prevenire l'accumulo di strati di polvere. In assenza di tale sistema, la classificazione delle aree deve tenere conto anche della possibile formazione di nubi esplosive a partire dagli strati di polvere depositati. I principi della norma possono inoltre essere applicati nei casi in cui fibre o "flyings" combustibili possano costituire un pericolo.
Le condizioni di riferimento assunte dalla norma sono una pressione atmosferica di 101,3 kPa (1013 mbar), una temperatura di 20 °C (293 K) e un tenore di ossigeno nell'aria pari al 21% in volume, con variazioni ammesse purché abbiano un effetto trascurabile sulle proprietà esplosive del materiale combustibile.
Cosa resta escluso dal campo di applicazione
Come specificato nel documento, la norma non si applica a:
- aree di miniere sotterranee;
- polveri di esplosivi che non richiedono ossigeno atmosferico per la combustione, quali sostanze piroforiche, propellenti, articoli pirotecnici, munizioni, perossidi, ossidanti, elementi o composti reattivi con l'acqua e materiali similari;
- guasti catastrofici o malfunzionamenti rari, non rientranti nelle condizioni ordinarie trattate dal documento;
- locali destinati a uso medico;
- ambienti domestici;
- i casi in cui il pericolo derivi dalla presenza di gas o vapori infiammabili, fermo restando che i principi della norma possono essere utilizzati per la valutazione di miscele ibride (in questo caso si rimanda anche alla norma IEC 60079-10-1).
Il documento, infine, non considera gli effetti dei danni conseguenti a un incendio o a un'esplosione già avvenuti.
Perché è rilevante per le imprese
La classificazione delle aree a rischio di esplosione da polvere (zone 20, 21 e 22) è il passaggio propedeutico e indispensabile per la corretta scelta delle apparecchiature ed impianti elettrici destinati a essere utilizzati in atmosfera potenzialmente esplosiva, nonché per la redazione e l'aggiornamento del Documento di Protezione contro le Esplosioni (DPCE), richiesto in Italia dal Titolo XI del D.Lgs. 81/08 in recepimento della direttiva 1999/92/CE. Il tema riguarda in modo diretto i settori che trattano polveri combustibili nei processi produttivi – legno, alimentare, farmaceutico, chimico, metallurgico, plastico, cartario, tra gli altri – e, a monte, i fabbricanti di apparecchiature ed impianti destinati a tali ambienti, tenuti a garantire la conformità alla Direttiva ATEX 2014/34/UE.
Come di consueto, la pubblicazione dell'edizione IEC precede il successivo iter di recepimento a livello europeo come norma EN, che nel tempo andrà a sostituire l'attuale riferimento armonizzato utilizzato nei Paesi UE per la classificazione delle aree con pericolo da polveri. Le aziende interessate dovrebbero pertanto iniziare a valutare, con il supporto di un tecnico competente, l'impatto della nuova edizione sulle proprie valutazione dei rischi, in vista del futuro allineamento normativo europeo. Per l'elenco dettagliato delle modifiche tecniche significative introdotte rispetto all'edizione precedente si rimanda alla premessa (foreword) del documento ufficiale.
EQS supporta le imprese nella classificazione delle aree con pericolo di esplosione da gas e da polveri, nella valutazione della conformità di componenti e sistemi destinati ad atmosfere potenzialmente esplosive e nella predisposizione della documentazione tecnica richiesta dalla Direttiva ATEX. Per approfondire i servizi dedicati a questo ambito, è possibile consultare la pagina Certificazione ATEX di European Quality Standard.

