eqs newsletter header

Controlli ufficiali sui MOCA: il Piano nazionale 2023-2027 a metà percorso. Dove si concentrano le non conformità

Il Ministero della Salute ha aggiornato la documentazione del Piano nazionale di controllo ufficiale dei materiali e degli oggetti destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari (MOCA) – Anni 2023-2027, rendendo disponibile la relazione sull'attività svolta nel 2024, che si affianca a quella relativa al 2023. Siamo a metà del quinquennio di programmazione ed è il momento giusto per capire come funziona il Piano, quali materiali vengono campionati, quali analisi vengono eseguite e, soprattutto, dove si concentrano le non conformità.

Per fabbricanti, importatori e distributori di MOCA il Piano è una mappa molto concreta di ciò che le autorità sanitarie vanno a cercare sugli scaffali e nei magazzini.

Che cos'è il Piano nazionale MOCA 2023-2027

Il Piano, approvato dal Coordinamento interregionale, ha l'obiettivo di programmare e coordinare sul territorio nazionale le attività di verifica della conformità alla normativa di settore e la raccolta di dati di occorrenza. Fornisce indicazioni alle Autorità delle Regioni e delle Province autonome per la pianificazione del controllo ufficiale dei MOCA nelle fasi di:

  • produzione;
  • distribuzione: deposito, vendita all'ingrosso e vendita al dettaglio.

Oggetto dei controlli sono i MOCA allo stato di prodotti finiti, pronti per entrare in contatto con gli alimenti e disciplinati a livello UE e/o nazionale: plastica, acciaio inossidabile, vetro, ceramica e plastica contenente bambù. I semilavorati sono esclusi.

La scelta delle tipologie da controllare tiene conto dei controlli precedenti e delle non conformità riscontrate, dei piani regionali, delle notifiche di allerta, dei rischi emergenti, della distribuzione geografica e dei dati sulle attività produttive.

I risultati confluiscono nel sistema informativo NSIS-Alimenti (art. 12, comma 3, D.Lgs. 2 febbraio 2021 n. 27) e sono elaborati dal Ministero della Salute con il supporto del Laboratorio Nazionale di Riferimento MOCA (LNR-MOCA), per poi essere trasmessi a EFSA e alla Commissione europea. Ai fini dei LEA, la programmazione di ciascuna Regione/PA si considera soddisfatta se vengono realizzati tutti i campioni previsti.

Cosa viene campionato e quali analisi vengono eseguite

Il Piano prevede un minimo di 1.000 campioni all'anno su scala nazionale, ripartiti per tipologia di materiale:

Tipologia di MOCA Determinazioni analitiche previste Campioni minimi/anno
PlasticaMigrazione globale; migrazione specifica di formaldeide, melammina, ammine aromatiche primarie, metalli (Reg. (UE) 10/2011)400
Acciaio inoxMigrazione globale; migrazione specifica di cromo, nichel, manganese250
CeramicaMigrazione specifica di cadmio e piombo200
Plastica contenente bambùMigrazione specifica di formaldeide e melammina; identificazione del bambù (spettroscopia infrarossa)100
VetroMigrazione globale; migrazione specifica di piombo (solo vetro di categoria C)50
Totale1.000

Il numero di campioni è poi ripartito tra Regioni e Province autonome: la Lombardia, ad esempio, ha un obiettivo minimo di 155 campioni all'anno, il più alto a livello nazionale.

I risultati del primo anno: cosa hanno trovato i controlli

La relazione sul 2023, primo anno del quinquennio, offre il quadro di riferimento con cui confrontare i dati del 2024:

  • 1.117 campioni effettuati a fronte dei 1.000 minimi, per un totale di 7.082 analisi;
  • 15 Regioni/PA su 21 (71%) hanno raggiunto o superato l'obiettivo; 5 lo hanno raggiunto solo in parte (tra il 74% e il 92%) e una non ha effettuato alcun campionamento;
  • per tipologia: acciaio inox al 110%, vetro al 178%, plastica al 122%, ceramica al 91% dei campioni minimi;
  • nessun campione di plastica contenente bambù: diverse Regioni hanno segnalato la difficoltà a reperire questi prodotti sul mercato e sono state invitate a sostituirli con MOCA di plastica a base di melammina (alcune li hanno sostituiti con MOCA di legno);
  • sono stati campionati anche materiali non previsti dal Piano: carta e cartone (70 campioni), carta/cartone accoppiati con plastica a contatto diretto (7) e legno (6);
  • il 73% dei prelievi è avvenuto nella distribuzione al dettaglio, seguita da produzione (13,5%) e ingrosso (10,7%).

Le non conformità: poche, ma tutte nello stesso punto

Su 1.117 campioni, solo 8 sono risultati non conformi (0,72%), tutti prelevati nella vendita al dettaglio e concentrati in due sole tipologie di materiale:

Materiale Non conformi / effettuati Parametri superati
Acciaio inox6 / 276 (2,2%)Cromo (5 campioni), manganese (2), nichel (1), migrazione globale (1)
Plastica2 / 488 (0,41%)Piombo (1 campione), melammina (1)
Ceramica, vetro, altri0—

Un campione può presentare più parametri non conformi. Il dato più evidente è la migrazione di cromo dagli articoli in acciaio inox, presente in 5 dei 6 casi. Per tutti i campioni non conformi le autorità competenti hanno avviato le azioni sanzionatorie previste e i relativi follow-up.

📌 La relazione sul 2024

Con l'aggiornamento del 6 ottobre 2026 è disponibile anche la relazione sull'attività 2024, che consente di verificare se il livello di copertura del territorio è migliorato, se i campioni di plastica contenente bambù (o i sostitutivi a base di melammina) sono stati effettivamente prelevati e se le criticità sull'acciaio inox si sono confermate. Il confronto tra i due anni sarà la base su cui il Ministero potrà ricalibrare le attività di controllo nella seconda metà del quinquennio.

Cosa significa per le aziende della filiera MOCA

Un tasso di non conformità inferiore all'1% è, come sottolinea lo stesso Ministero, un segnale positivo. Ma la lettura dei dati suggerisce alcune indicazioni operative.

Il controllo avviene soprattutto in negozio. Con quasi tre prelievi su quattro nella vendita al dettaglio, è il prodotto finito sullo scaffale – spesso importato – a essere verificato. Chi importa o distribuisce MOCA deve poter dimostrare la conformità con la stessa documentazione richiesta al fabbricante.

L'acciaio inox non è un materiale "sicuro per definizione". Il D.M. 21 marzo 1973 elenca i tipi di acciaio ammessi e fissa limiti di migrazione specifica per cromo, nichel e manganese. Qualità della lega, finitura superficiale e trattamenti di passivazione incidono direttamente sui risultati delle prove.

Melammina e bambù restano sotto osservazione. Il bambù non è un additivo autorizzato dal Regolamento (UE) 10/2011 per le materie plastiche; la scomparsa di questi articoli dagli scaffali è coerente con le azioni di controllo coordinate a livello europeo degli ultimi anni, mentre l'attenzione si sposta sulle stoviglie in melammina e sulla migrazione di melammina e formaldeide.

Carta, cartone e legno entrano nei controlli anche se non previsti. Le Regioni possono ampliare il campo dei controlli con piani extra: i materiali disciplinati solo a livello nazionale o con normativa meno armonizzata non sono esenti da verifiche.

Il quadro normativo di riferimento

  • Regolamento (CE) n. 1935/2004 – requisiti generali per tutti i MOCA, rintracciabilità ed etichettatura;
  • Regolamento (CE) n. 2023/2006 – buone pratiche di fabbricazione (GMP);
  • Regolamento (UE) n. 10/2011 – materiali e oggetti di materia plastica;
  • Direttiva 84/500/CEE – oggetti di ceramica (migrazione di piombo e cadmio);
  • D.M. 21 marzo 1973 e s.m.i. – disciplina igienica nazionale, tra cui acciaio inossidabile e vetro;
  • Regolamento (UE) 2017/625 e D.Lgs. 2 febbraio 2021 n. 27 – controlli ufficiali;
  • D.Lgs. 10 febbraio 2017 n. 29 – disciplina sanzionatoria in materia di MOCA.

Per gli imballaggi alimentari, a questo quadro si sommano dal 12 agosto 2026 gli obblighi del Regolamento (UE) 2025/40 (PPWR), tra cui i limiti sui PFAS negli imballaggi a contatto con alimenti: ne abbiamo parlato nella nostra guida essenziale al PPWR.

Checklist per fabbricanti, importatori e distributori di MOCA

  1. Dichiarazione di conformità aggiornata per ogni articolo, con riferimenti normativi corretti per il materiale.
  2. Prove di migrazione globale e specifica eseguite da laboratorio qualificato, con simulanti, tempi e temperature coerenti con l'uso previsto.
  3. Acciaio inox: verificare che il tipo di acciaio rientri tra quelli ammessi e che siano disponibili prove su cromo, nichel e manganese.
  4. Plastica e melammina: controllare migrazione di formaldeide, melammina, ammine aromatiche primarie e metalli; escludere riempitivi non autorizzati come il bambù.
  5. Ceramica e vetro: prove di cessione di piombo e cadmio, in particolare per decorazioni sulla zona bocca o superfici interne.
  6. Documentazione di supporto disponibile e consultabile in caso di prelievo, anche presso il punto vendita.
  7. Rintracciabilità ed etichettatura (dicitura "per alimenti" o simbolo, istruzioni d'uso, identificazione dell'operatore responsabile).
  8. Sistema GMP documentato e verifiche sui fornitori, soprattutto per i prodotti importati da Paesi terzi.

Conclusioni

Il Piano nazionale MOCA 2023-2027 mostra un sistema di controllo che funziona e un mercato largamente conforme. Ma le poche non conformità hanno una distribuzione molto precisa: prodotti finiti in vendita al dettaglio, acciaio inox e materie plastiche. È lì che le aziende devono concentrare le verifiche, prima che lo faccia il controllo ufficiale.

Se produci, importi o distribuisci materiali e oggetti a contatto con gli alimenti e vuoi verificare la tua documentazione di conformità e il piano di prove, contatta European Quality Standard.

Fonte: Ministero della Salute – Piano nazionale di controllo ufficiale dei materiali e degli oggetti destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari, Anni 2023-2027, e relazioni sull'attività 2023 e 2024.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *