Il 6 agosto 2026 l'Amministrazione statale cinese per la regolamentazione del mercato (SAMR), insieme all'Amministrazione per la standardizzazione (SAC), ha approvato e pubblicato la norma nazionale obbligatoria GB 7916-2026 "Cosmetici – Requisiti generali di sicurezza". Il testo è stato redatto sotto il coordinamento della National Medical Products Administration (NMPA), l'autorità cinese che vigila su farmaci, dispositivi medici e cosmetici.
La norma entrerà in vigore il 1° gennaio 2028 e dalla stessa data abrogherà lo storico Hygienic Standard for Cosmetics (GB 7916-1987), rimasto in vigore per quasi quarant'anni. È il primo standard nazionale obbligatorio cinese dedicato alla sicurezza dei cosmetici e segna il passaggio da un'impostazione di tipo "igienico" a un approccio di sicurezza lungo tutta la filiera.
Per le aziende italiane ed europee che esportano o intendono esportare cosmetici in Cina, il periodo transitorio è l'occasione per verificare formulazioni, materie prime, imballaggi ed etichette rispetto ai nuovi requisiti.
Perché la Cina ha riscritto la norma di base sui cosmetici
Il vecchio standard del 1987 era nato quando in Cina operavano poche decine di produttori di cosmetici; oggi le imprese sono oltre 6.000 e quello cinese è uno dei principali mercati mondiali del settore. Negli anni i requisiti tecnici si sono stratificati in documenti diversi, in particolare nella Technical Safety Specification for Cosmetics (edizione 2015), aggiornata periodicamente con annunci della NMPA.
La GB 7916-2026 riorganizza e integra questi requisiti sparsi in un unico standard obbligatorio, redatto in attuazione del Regolamento sulla supervisione e amministrazione dei cosmetici (CSAR). Secondo la nota interpretativa della NMPA, il testo si ispira in modo esplicito al Regolamento (CE) n. 1223/2009 sui prodotti cosmetici per quanto riguarda la responsabilità sulla sicurezza del prodotto, il quadro di valutazione della sicurezza e la gestione delle sostanze in tracce, e si allinea alla norma ISO 17516:2014 per i limiti microbiologici.
Campo di applicazione e struttura della norma
Lo standard si applica ai cosmetici prodotti e commercializzati nella Repubblica Popolare Cinese, quindi sia ai prodotti fabbricati localmente sia a quelli importati. Definisce:
- requisiti generali di sicurezza dei cosmetici;
- requisiti per le materie prime;
- requisiti di prodotto (indicatori microbiologici, sostanze pericolose, limiti per le sostanze a rischio);
- requisiti per materiali di imballaggio e supporti a contatto con il prodotto;
- requisiti di etichettatura;
- requisiti di stoccaggio e trasporto;
- modalità di attuazione dello standard.
Le tre principali novità rispetto alla GB 7916-1987
- Nuovo corpus di termini e definizioni per cosmetici, materie prime cosmetiche e voci collegate (sostanze vietate, materie prime soggette a restrizione, materie prime ammesse come filtri UV e coloranti, materiali di imballaggio).
- Requisiti generali di sicurezza più completi, con due capitoli nuovi dedicati a stoccaggio/trasporto e all'attuazione dello standard.
- Aggiornamento degli elenchi delle sostanze vietate e delle sostanze di origine vegetale e animale vietate nei cosmetici.
I quattro pilastri della sicurezza
1. Requisiti lungo tutta la filiera
I requisiti tecnici finora distribuiti in più documenti vengono integrati e resi obbligatori con lo strumento dello standard nazionale, coprendo l'intero percorso dalla materia prima al prodotto finito, fino al confezionamento, allo stoccaggio e al trasporto.
2. Terminologia uniforme
La definizione univoca di cosa sia una sostanza vietata, una materia prima soggetta a restrizioni o una materia prima ammessa riduce le ambiguità interpretative, sia per i controlli ufficiali sia per chi prepara i dossier tecnici.
3. Criteri più severi per i prodotti ad alto rischio
La norma introduce limiti differenziati in base alla popolazione di utilizzo e alla zona di applicazione. Per i cosmetici per bambini (fino a 12 anni compresi) e per i prodotti applicati su contorno occhi, ciglia e mucosa labiale, il limite della carica batterica totale è dieci volte più severo rispetto ai prodotti ordinari.
| Indicatore microbiologico | Cosmetici ordinari | Bambini ≤12 anni, occhi, ciglia, labbra |
|---|---|---|
| Carica batterica aerobica totale | ≤ 1.000 CFU/g (o mL) | ≤ 100 CFU/g (o mL) |
| Muffe e lieviti | ≤ 100 CFU/g (o mL) | ≤ 100 CFU/g (o mL) |
| Coliformi termotolleranti, Staphylococcus aureus, Pseudomonas aeruginosa | Non rilevabili | Non rilevabili |
4. Controllo rigoroso delle sostanze a rischio
Lo standard fissa limiti massimi per otto sostanze pericolose presenti come impurità, tra cui i metalli pesanti: piombo ≤ 10 mg/kg, mercurio ≤ 1 mg/kg, arsenico ≤ 2 mg/kg, cadmio ≤ 5 mg/kg. Sono previsti inoltre limiti espliciti o criteri di "non rilevabilità" per sostanze ad alto rischio come metanolo, 1,4-diossano, amianto e benzene.
L'elenco delle sostanze vietate è stato rivisto in modo organico e resta aperto ad aggiornamenti dinamici: quando la NMPA pubblica annunci che modificano l'elenco delle sostanze vietate o i relativi requisiti, prevalgono i contenuti aggiornati. Chi esporta in Cina dovrà quindi monitorare nel tempo non solo la norma, ma anche gli annunci dell'autorità.
Attenzione: alcune scadenze arrivano prima del 2028
Con l'Annuncio NMPA n. 6/2026 (gennaio 2026) sono state inserite nella Technical Safety Specification for Cosmetics 18 revisioni di standard. Sei di queste si applicano già dal 1° gennaio 2027: il limite di ≤ 100 CFU/g per la carica batterica totale nei prodotti per occhi, labbra e bambini (in precedenza ≤ 500 CFU/g), il nuovo limite per il diossano (da 30 a 10 mg/kg), le disposizioni su 4-metilbenzilidene canfora e 6-ammino-m-cresolo e i nuovi divieti per PFOS e PFOA e i loro sali. Le restanti dodici revisioni si applicano dal 1° gennaio 2028.
Regime transitorio
I cosmetici già prodotti o importati prima dell'entrata in vigore dello standard potranno continuare a essere venduti fino alla fine della loro durata di utilizzo. Le autorità incoraggiano comunque le imprese ad applicare in anticipo i nuovi requisiti. Nella pratica, considerando i tempi di riformulazione, test di stabilità e challenge test, rinnovo delle etichette e aggiornamento dei dossier presso la NMPA, il periodo transitorio non è così lungo come sembra.
Cosa significa per le aziende italiane ed europee
Per un'azienda che già opera nel rispetto del Regolamento (CE) n. 1223/2009 l'impianto concettuale della GB 7916-2026 risulterà familiare: responsabilità del soggetto che immette il prodotto, valutazione della sicurezza, gestione delle impurità. I valori e gli elenchi, però, non coincidono con quelli europei, e un prodotto conforme in UE non è automaticamente conforme in Cina. I punti da verificare sono in particolare:
- Formulazione e materie prime: confronto con gli elenchi cinesi aggiornati di sostanze vietate, soggette a restrizione e ammesse (conservanti, filtri UV, coloranti, tinture per capelli);
- Impurità e metalli pesanti: analisi su piombo, mercurio, arsenico, cadmio, diossano, metanolo e sulle altre sostanze indicate dalla norma, con particolare attenzione ai pigmenti minerali e agli estratti naturali;
- Qualità microbiologica: verifica della capacità del sistema conservante e dei processi produttivi di rispettare i limiti, molto più stringenti per prodotti per bambini, occhi e labbra;
- Materiali di imballaggio: compatibilità tra formula e contenitore e controllo delle possibili migrazioni;
- Etichettatura: allineamento ai requisiti cinesi, che si affiancano allo standard sull'etichettatura generale dei cosmetici;
- Stoccaggio e trasporto: condizioni logistiche documentate, un aspetto finora poco presidiato da molti esportatori;
- Documentazione per la NMPA: aggiornamento dei rapporti di valutazione della sicurezza e dei dossier di registrazione o notifica.
Il tema dell'imballaggio merita attenzione anche sul fronte europeo: dal 12 agosto 2026 le aziende devono confrontarsi con i nuovi obblighi del Regolamento sugli imballaggi, che abbiamo approfondito nell'articolo PPWR: la guida essenziale al nuovo Regolamento UE sugli imballaggi. Per chi esporta su entrambi i mercati è utile impostare un'unica revisione del packaging che tenga conto dei due quadri regolatori.
Conclusioni
La GB 7916-2026 porta la regolamentazione cinese dei cosmetici su un piano più vicino a quello europeo nell'impostazione, ma con requisiti propri e, per alcune categorie, più severi. Il 1° gennaio 2028 è la data di riferimento, ma per i prodotti destinati ai bambini e alle zone perioculari e labiali alcune regole scattano già dal 1° gennaio 2027.
Pianificare per tempo la verifica di formule, materie prime, imballaggi ed etichette consente di evitare riformulazioni d'urgenza e blocchi all'importazione. Se la tua azienda esporta o intende esportare cosmetici in Cina e vuoi impostare una gap analysis rispetto ai nuovi requisiti, contatta European Quality Standard.
Fonti: STC Technical Intelligence, Issue 2026/09; comunicati SAMR/NMPA del 6 agosto 2026 e nota interpretativa NMPA sulla GB 7916-2026; Annuncio NMPA n. 6/2026 sulla Technical Safety Specification for Cosmetics.

