Amazon ha inasprito le regole per chi vende integratori alimentari e farmaci da banco (OTC drugs) sul proprio marketplace. La novità, comunicata progressivamente ai venditori nel corso del 2026, prevede l'obbligo di fornire una certificazione GMP (Good Manufacturing Practice) rilasciata da un ente terzo riconosciuto, pena la rimozione delle inserzioni interessate. Si tratta di un ulteriore passo nell'allineamento dei grandi retailer online verso standard di qualità condivisi per le categorie di prodotto più sensibili sotto il profilo della sicurezza.
Cosa prevede la nuova policy Amazon
Fino a poco tempo fa, l'obbligo di verifica GMP riguardava solo alcune categorie di integratori considerate a maggior rischio: prodotti per le prestazioni sessuali, per il controllo del peso, per il bodybuilding, per la nutrizione sportiva e per la salute delle articolazioni. La nuova policy estende il requisito a tutti gli integratori alimentari venduti sulla piattaforma e ai farmaci OTC, chiedendo ai venditori di dimostrare, tramite un ente di Testing, Inspection and Certification (TIC) approvato, che il sito produttivo opera nel rispetto delle Good Manufacturing Practice.
A chi si applica e cosa deve essere dimostrato
Il requisito riguarda sia i produttori sia i venditori che immettono sul mercato tramite Amazon prodotti rientranti nelle categorie "dietary supplements" e "OTC drugs". Per ciascun sito produttivo occorre presentare una certificazione GMP in corso di validità (rilasciata o rinnovata negli ultimi 12 mesi) da parte di un organismo di certificazione accreditato, oltre - nel caso dei Certificati di Analisi (CoA) - a report emessi da un laboratorio accreditato o da un laboratorio interno conforme alle GMP.
Tempistiche e rischio per le inserzioni
Una volta individuati i venditori interessati, Amazon comunica la richiesta di documentazione e concede tipicamente 90 giorni per attivare la procedura con un ente TIC partecipante al programma. In assenza di riscontro, o se la certificazione non viene fornita nei tempi previsti, le inserzioni dei prodotti coinvolti rischiano la sospensione o la rimozione dal catalogo.
Quali organismi di certificazione sono riconosciuti da Amazon
Amazon accetta certificazioni GMP rilasciate da un numero definito di organismi e programmi di certificazione, tra cui:
- NSF (programmi NSF/ANSI 455-2 per gli integratori e NSF/ANSI 455-4 per i prodotti OTC)
- Eurofins GMP
- UL GMP
- USP GMP
- SAI Global
- SGS
- Intertek
- TGA (Therapeutic Goods Administration)
- SQF Dietary Supplements Food Safety Code
- GFSI (Global Food Safety Initiative)
- SSCI
A questi si affianca un canale "fast-track" pensato per chi possiede già una certificazione presso partner selezionati - tra cui BSCG, Clean Label Project, GRMA, Informed, NSF e USP - che consente il trasferimento diretto della documentazione dall'ente certificatore ad Amazon, senza passaggi manuali da parte del venditore.
L'accreditamento alla base del sistema
Il punto centrale, spesso sottovalutato da chi si affaccia per la prima volta a questi requisiti, è che non basta un generico "certificato GMP": l'organismo che lo rilascia deve essere accreditato secondo norme riconosciute a livello internazionale. Per la certificazione di prodotto/processo lo standard di riferimento è la ISO/IEC 17065, mentre i laboratori che eseguono le analisi a supporto dei Certificati di Analisi devono essere accreditati secondo la ISO/IEC 17025. Negli Stati Uniti l'accreditamento degli organismi di certificazione coinvolti nei programmi GMP per integratori e OTC fa capo principalmente ad ANAB (ANSI National Accreditation Board), che mette a disposizione un database pubblico per verificare lo stato di accreditamento di un ente prima di affidargli l'audit.
Le ricadute per le aziende italiane ed europee
Per i produttori e i venditori italiani ed europei che operano su Amazon, in particolare sui marketplace statunitensi, la novità comporta un adeguamento non banale: la certificazione GMP richiesta segue schemi e organismi di matrice prevalentemente statunitense, distinti dal framework normativo europeo relativo agli integratori alimentari e ai dispositivi non armonizzati. Resta comunque fondamentale non perdere di vista gli obblighi che si applicano in parallelo alla vendita online nell'Unione Europea, a partire dal Regolamento (UE) 2023/988 sulla sicurezza generale dei prodotti (GPSR), che impone tracciabilità, documentazione tecnica e un operatore economico responsabile nell'UE anche per i prodotti di consumo venduti attraverso i marketplace.
Conclusioni
La stretta di Amazon sulla certificazione GMP per integratori alimentari e farmaci OTC conferma una tendenza più ampia: i grandi marketplace stanno assumendo un ruolo sempre più attivo nel presidiare la conformità dei prodotti venduti sulle proprie piattaforme, affiancando - e in alcuni casi anticipando - gli obblighi normativi. Per le aziende che vendono online, verificare per tempo lo stato di accreditamento dei propri fornitori e certificatori, e mantenere aggiornata la documentazione GMP, diventa una condizione necessaria per continuare a operare senza interruzioni sul canale Amazon.

