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UNI/TS 11325-13:2026: la nuova guida UNI per il monitoraggio dei dati di esercizio delle attrezzature a pressione

Il 10 settembre 2026 è entrata in vigore la UNI/TS 11325-13:2026, nuova specifica tecnica della serie UNI/TS 11325-X dedicata alla messa in servizio e all'utilizzazione delle attrezzature e degli insiemi a pressione. Il documento, intitolato "Guida alla realizzazione di un sistema di monitoraggio dei dati di esercizio di attrezzature a pressione", fornisce agli utilizzatori di impianti a pressione indicazioni operative per progettare e gestire sistemi di monitoraggio continuo dei parametri di esercizio.

Cosa introduce la nuova specifica tecnica

La UNI/TS 11325-13:2026 si rivolge agli utilizzatori di impianti che integrano attrezzature a pressione e ne definisce i criteri per la realizzazione di un sistema di monitoraggio, limitatamente a quattro grandezze: temperatura, pressione, livello e vibrazione. Per ciascuna di queste grandezze, la specifica indica:

  • i dati oggetto di monitoraggio;
  • i requisiti minimi che il sistema deve possedere;
  • la frequenza di acquisizione dei dati;
  • le modalità di presentazione e restituzione dei dati raccolti.

L'elemento distintivo del documento è l'impostazione: i criteri di monitoraggio non sono generici, ma vengono correlati ai meccanismi di danno potenzialmente attivi sull'attrezzatura monitorata (corrosione, fatica, creep, fatica termica, tra gli altri). Il sistema di monitoraggio, in altre parole, va progettato a partire dall'analisi dei fenomeni di degrado che possono interessare la specifica attrezzatura, non applicato come schema standard indipendente dal contesto impiantistico.

Perché il monitoraggio dei dati di esercizio conta per la sicurezza

Per chi opera nel campo delle verifiche e della messa in servizio di attrezzature a pressione, il valore di un sistema di monitoraggio strutturato è duplice. Da un lato supporta l'utilizzatore nell'individuare tempestivamente derive dei parametri di esercizio rispetto alle condizioni di progetto, riducendo il rischio di eventi che coinvolgono meccanismi di danno progressivo non sempre rilevabili nelle sole verifiche periodiche puntuali. Dall'altro, dati di esercizio tracciati con continuità costituiscono una base documentale utile in sede di verifica periodica e di valutazione dello stato di conservazione dell'attrezzatura, integrando le indicazioni già fornite dalla UNI 11325-12:2018 sulle verifiche di attrezzature e insiemi a pressione.

Una guida anche sulla scelta dei dispositivi

Oltre ai requisiti prestazionali, la UNI/TS 11325-13:2026 include una sezione informativa dedicata alla scelta dei dispositivi di monitoraggio, con una panoramica delle principali tipologie disponibili sul mercato. Questo aspetto è particolarmente utile per gli utilizzatori che devono orientarsi tra soluzioni diverse (sensoristica cablata, sistemi wireless, data logger, piattaforme di raccolta e storicizzazione dati) senza disporre internamente di competenze specialistiche in strumentazione.

Come si colloca nella serie UNI/TS 11325-X

La UNI/TS 11325-13:2026 va letta all'interno del quadro più ampio della serie UNI/TS 11325-X, che accompagna gli utilizzatori nella messa in servizio e nella gestione nel tempo delle attrezzature a pressione, in coerenza con gli obblighi previsti dal D.M. 329/2004 e con il quadro della direttiva PED 2014/68/UE per la fase di progettazione e fabbricazione. Le altre parti della serie, tra cui la UNI/TS 11325-3:2021 sulla sorveglianza dei generatori di vapore e/o acqua surriscaldata e la UNI 11325-12:2018 sulle verifiche periodiche, coprono aspetti complementari dello stesso percorso di gestione del rischio lungo il ciclo di vita dell'attrezzatura.

Le implicazioni pratiche per gli utilizzatori

Per le aziende che gestiscono generatori di vapore, recipienti, tubazioni e altri insiemi a pressione, la pubblicazione della UNI/TS 11325-13:2026 è un'occasione per rivedere le proprie prassi di monitoraggio, spesso ancora affidate a controlli manuali o a sistemi non strutturati, alla luce di un riferimento tecnico riconosciuto. Un sistema di monitoraggio impostato secondo i criteri della norma può inoltre facilitare il dialogo con gli organismi di verifica in occasione delle ispezioni periodiche, fornendo evidenze oggettive sull'andamento dei parametri di esercizio nel tempo.

Chi desidera una valutazione delle proprie attrezzature a pressione rispetto agli obblighi normativi vigenti, inclusi gli aspetti connessi alla direttiva PED 2014/68/UE, può approfondire il quadro degli obblighi del fabbricante nel nostro articolo dedicato: Nuova Direttiva PED 2014/68/EU, obblighi del fabbricante.

Fonte: UNI — Appunti Normazione, newsletter Certifico n. 4281 dell'11 settembre 2026.

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