Inail ha pubblicato "L'accertamento tecnico per la sicurezza delle macchine utensili", un nuovo documento della collana Salute e Sicurezza dedicato alle non conformità più frequenti riscontrate su presse, torni, fresatrici, segatrici e altre macchine utensili durante l'attività di vigilanza del mercato. Il testo raccoglie 15 schede tecniche reali, rese anonime, che mostrano come tradurre un pericolo osservato in officina in una valutazione di conformità rispetto alla direttiva macchine.
Perché nasce questo documento
La legge affida a Inail il ruolo di organo tecnico-scientifico a supporto delle autorità di vigilanza del mercato (Ministero delle Imprese e del Made in Italy e Ministero del Lavoro) per le macchine immesse sul mercato ai sensi della direttiva 2006/42/CE. Negli anni l'Istituto ha maturato, attraverso centinaia di accertamenti tecnici, una banca dati di casi reali: carenze costruttive, ripari inefficaci, dispositivi di comando mal posizionati, istruzioni incomplete. Questo bagaglio informativo è stato ora organizzato in schede tecniche riferite alle macchine del comitato CEN/TC 143 (macchine utensili), con l'obiettivo dichiarato di rendere più efficace la sorveglianza del mercato e di orientare fabbricanti e datori di lavoro nella scelta e nell'uso in sicurezza di queste attrezzature.
Come funziona la vigilanza del mercato
Il documento ripercorre l'intero iter previsto dal d.lgs. 17/2010: dalla segnalazione di presunta non conformità, attivata da organi di vigilanza territoriale, verificatori o autorità giudiziarie, fino al provvedimento del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, basato sul parere tecnico redatto da Inail. Il flusso, in sintesi, prevede:
- invio della segnalazione di presunta non conformità al Ministero, tramite il modello unificato previsto dalle Linee guida ministeriali;
- valutazione preliminare sulla ricevibilità della segnalazione;
- avvio di un'indagine tecnica preliminare, con richiesta al fabbricante del fascicolo tecnico o delle relative controdeduzioni;
- trasmissione della documentazione a Inail per l'accertamento tecnico e l'elaborazione del parere;
- esame del parere in seno al Gruppo di lavoro macchine e comunicazione dell'esito dell'accertamento.
Un passaggio chiave riguarda la dichiarazione CE di conformità: la sua assenza, o la mancata trasmissione del fascicolo tecnico su richiesta motivata dell'autorità, può di per sé costituire motivo sufficiente per dubitare della conformità della macchina.
Il ruolo delle norme armonizzate
Buona parte del documento è dedicata alle norme di tipo C applicabili alle macchine utensili (presse idrauliche, torni, centri di lavorazione, presse piegatrici, fresatrici, segatrici, utensili elettrici portatili), con l'indicazione, per ciascuna versione, della data di pubblicazione in Gazzetta ufficiale dell'Unione europea e dell'eventuale cessazione di validità. È un chiarimento tutt'altro che formale: la norma armonizzata applicabile è quella in vigore al momento dell'immissione sul mercato della macchina, e questo determina lo "stato dell'arte" rispetto al quale viene valutata la conformità in sede di accertamento.
Cosa emerge dalle schede tecniche
Le 15 schede raccolte nel documento descrivono casi concreti, ciascuno articolato in situazione di pericolo, requisito essenziale di sicurezza (RES) violato ed esito dell'accertamento. Alcuni esempi:
- Pressa-piega idraulica orizzontale: il comando bimanuale risultava posizionato a una distanza dalla zona pericolosa inferiore al minimo previsto dalla norma EN 999, con rischio di schiacciamento nel punto di chiusura tra matrice e punzone.
- Pinzatrice elettroidraulica portatile: la testata portaganasce si è staccata durante l'uso, colpendo l'operatore; l'accertamento ha evidenziato prove di resistenza meccanica incomplete rispetto a quanto richiesto dalla EN 60745-1.
- Curvatrice universale: la consolle di comando mobile poteva essere posizionata all'interno della zona pericolosa dei rulli curvatori, senza misure che impedissero questo uso scorretto ragionevolmente prevedibile.
- Cesoia punzonatrice: i ripari sul lato di scarico, pur eludibili sollevandoli manualmente, sono stati giudicati conformi in quanto coerenti con lo stato dell'arte per quella tipologia di riparo regolabile e supportati da misure complementari.
- Tornio parallelo ad autoapprendimento: le istruzioni non indicavano i limiti dimensionali dei pezzi lavorabili, con rischio di impigliamento per i pezzi sporgenti; il fabbricante ha risolto la non conformità integrando istruzioni e marcatura.
Il filo conduttore è sempre lo stesso: dal pericolo osservato si risale al requisito essenziale di sicurezza non rispettato, si confronta la soluzione del fabbricante con lo stato dell'arte e, quando possibile, si indica la via per rendere la macchina conforme.
A chi è utile
Il documento si rivolge esplicitamente a tre platee. Ai fabbricanti, importatori e distributori offre una mappa delle carenze più ricorrenti, utile già in fase di progettazione e valutazione dei rischi. Agli organi di vigilanza territoriale fornisce riferimenti tecnici concreti per orientare ispezioni e inchieste infortuni. Ai datori di lavoro e ai responsabili del servizio di prevenzione e protezione dà strumenti per riconoscere vizi palesi già in fase di acquisto delle macchine, prima della messa a disposizione dei lavoratori, come richiesto dagli articoli 70 e 71 del d.lgs. 81/2008.
In sintesi
La pubblicazione conferma un approccio che privilegia la condivisione delle informazioni raccolte nell'attività di vigilanza rispetto alla loro semplice archiviazione: rendere pubblici i casi reali, seppur anonimizzati, aiuta a non ripetere gli stessi errori progettuali e a innalzare il livello di sicurezza delle macchine utensili effettivamente in uso nei luoghi di lavoro.
